Giocare a luglio in mansarda: cosa si può fare davvero
In mansarda si superano i trenta gradi anche col tetto isolato. Cosa aiuta, cosa è una perdita di tempo, e l'ordine in cui provarle prima di spendere.
La mansarda è la stanza che ti danno quando in casa non c’è altro spazio, ed è anche la peggiore possibile per metterci un computer. Chi ci abita lo racconta senza giri di parole: d’estate si superano tranquillamente i trenta gradi anche con il tetto coibentato bene (discussione).
Il motivo è geometrico prima che termico. Il calore sale, la mansarda è il punto più alto della casa, e sopra ha solo il tetto — cioè la superficie che prende sole per tutto il giorno. Poi ci metti dentro una macchina che dissipa quattrocento watt.
Prima cosa da capire: quale dei due problemi hai
Perché sono due, e si risolvono in posti diversi.
Il PC va in sofferenza. Le temperature dei componenti salgono, le ventole urlano, e a un certo punto la macchina riduce le prestazioni da sola per non danneggiarsi. Lo vedi come cali di frame rate improvvisi dopo venti minuti di gioco, non all’avvio.
Tu vai in sofferenza. Il PC funziona benissimo e sei tu che non riesci a stare in quella stanza. Nei forum italiani questa è la domanda che ricorre di più — il computer scalda troppo la stanza, che faccio? (thread) — e chi risponde parlando di dissipatori sta rispondendo all’altra domanda.
Se il problema sei tu, agire sul PC non serve quasi a niente: quei quattrocento watt finiscono nella stanza comunque, che tu li dissipi con l’aria o con un impianto a liquido. L’energia non sparisce, cambia solo strada.
In ordine, dalla cosa gratis a quella cara
1. Cambiare orario. È la soluzione che quasi tutti adottano senza dirlo, e nei forum compare regolarmente: si finisce a giocare la sera, perché di pomeriggio in quella stanza non si sta. Non è una resa: la differenza fra le 16 e le 22 in una mansarda è facilmente di sei o sette gradi, e nessun accessorio te ne fa guadagnare altrettanti.
2. Chiudere di giorno, aprire di notte. Tapparelle abbassate e finestre chiuse dalle dieci del mattino, tutto aperto dopo il tramonto. In una mansarda funziona meglio che altrove, perché la massa termica è poca e si raffredda in fretta appena smetti di scaldarla.
3. Togliere la polvere. Un dissipatore intasato perde efficienza in modo drastico, e in una stanza calda la differenza si sente. È gratis e va fatto comunque.
4. Il ventilatore, ma nel posto giusto. Non puntato addosso a te: puntato in modo da estrarre aria calda verso la finestra, o a creare corrente attraverso la stanza. Un ventilatore che rimescola aria a trentadue gradi ti dà sollievo sulla pelle e non cambia nulla per il computer. Uno che porta fuori l’aria calda cambia entrambe le cose.
5. Ridurre il voltaggio dei componenti. È la leva più sottovalutata: si toglie tensione a CPU e scheda video, si perde pochissimo in prestazioni e si guadagnano parecchi watt in meno — che significa meno calore prodotto, non solo meno bolletta. È l’unico intervento sul PC che aiuta anche la stanza.
6. Il condizionatore. Risolve, ed è inutile fingere il contrario. Ma in mansarda spesso non si può installare — vincoli condominiali, tetto, nessun punto dove mettere il motore — e quando si può costa in installazione e in bolletta. Va valutato come l’ultima opzione, non come la prima.
Cosa non aiuta quanto si dice
Il case aperto. Sembra logico e spesso peggiora: la maggior parte dei case moderni è progettata per un flusso d’aria preciso, e togliere il pannello lo rompe. Nei thread estivi la domanda torna ogni anno (esempio) e la risposta è quasi sempre: prova, misura, e nella maggior parte dei casi rimetti il pannello.
Passare al raffreddamento a liquido per il caldo ambiente. Sposta il calore fuori dal processore più efficacemente, ma lo sposta comunque nella stanza. Aiuta il PC, non te.
Comprare ventole più potenti. Aumentano il rumore molto più di quanto abbassino le temperature quando l’aria che aspirano è già calda. È il limite fisico: non puoi raffreddare con aria a trentadue gradi.
Se stai progettando la postazione adesso
E la mansarda è l’unica stanza disponibile, tre scelte fatte prima valgono più di tutti i rimedi dopo:
- Metti la scrivania lontano dalla falda esposta a sud e a ovest. Anche due metri cambiano parecchio, perché il calore irraggiato dal tetto si sente in modo molto locale.
- Preferisci componenti efficienti a componenti potenti. In una stanza che non dissipa, ogni watt in meno è un doppio guadagno.
- Considera un portatile decente al posto di un fisso, se l’uso lo consente. Non è una bestemmia: dissipa un terzo, e d’estate lo puoi spostare in un’altra stanza.
Il consiglio scomodo
Se la mansarda è invivibile tre mesi l’anno, la soluzione migliore non è tecnica: è spostare la postazione altrove per l’estate, anche in modo provvisorio. Un tavolo in una stanza al piano di sotto per luglio e agosto risolve un problema che nessun dissipatore risolve, e a settembre si torna su.
Non lo scrive nessuno perché non c’è niente da vendere, ma è quello che finiscono per fare in molti.