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Alimentatore: quanti watt servono davvero, e perché di più

Sommare i consumi dichiarati è il metodo sbagliato. Il margine si calcola sui picchi da microsecondi, ed è il motivo per cui un PC si spegne senza dare errori.

Redazione SetupGaming7 min di lettura

Il modo in cui quasi tutti scelgono l’alimentatore è: prendo i consumi dichiarati dei pezzi, li sommo, aggiungo qualcosa a occhio. Viene fuori un numero tipo 480, si compra un 550 e si va avanti.

Quel metodo funzionava. Ha smesso di funzionare, e il motivo non è che i componenti consumano di più: è che consumano in modo diverso. La differenza sta in una parola — escursione — e in un ordine di grandezza che nessuna scheda tecnica ti mette davanti.

Il sintomo, prima della spiegazione

Riconoscilo, perché è specifico e viene quasi sempre diagnosticato male:

  • il PC si spegne di colpo e si riavvia, senza schermata blu e senza errore nel registro;
  • succede sotto carico, ma non necessariamente nei momenti più pesanti: spesso a un cambio di scena, al caricamento di un livello, all’apertura di una mappa;
  • i test di stress e i benchmark, che caricano in modo costante, magari li passa;
  • le temperature sono normali, e quindi il primo sospettato — il calore — viene scagionato.

Questo profilo non è surriscaldamento e non è instabilità della RAM. È l’alimentatore che va in protezione perché per una frazione di secondo gli è stato chiesto molto più di quanto dica la sua targa.

Che cosa succede davvero, in microsecondi

Una scheda video moderna non assorbe una linea piatta: assorbe una linea con dei picchi altissimi e brevissimi, quando passa da poco carico a pieno carico in un istante. Sono i transienti, e durano dai microsecondi ai millisecondi.

Quanto altissimi? La specifica ATX 3.0 nasce esattamente per questo e mette dei numeri sul tavolo. Un alimentatore conforme deve reggere:

Quanto sopra la sua potenza nominale Per quanto tempo
200% 100 microsecondi
120% 100 millisecondi

Un 750 W conforme, quindi, deve saper erogare 1.500 W per un centomillesimo di secondo senza staccare (la specifica spiegata).

E dall’altro lato la stessa specifica concede alle schede video di superare temporaneamente la propria potenza sostenuta fino a tre volte: una scheda da 600 W può picchiare a 1.800 W per un istante (il numero, e perché fa impressione).

Ecco perché sommare i numeri di targa non funziona più: i numeri di targa descrivono la media, e a far scattare la protezione è il picco.

Il paradosso: con uno standard vecchio ti serve un alimentatore più grande

Questa è la conseguenza controintuitiva, ed è la cosa più utile da sapere prima di comprare.

Se un alimentatore è progettato per assorbire le escursioni, quelle escursioni non le devi pagare in watt di targa. Se non lo è, l’unico modo di sopravvivere ai picchi è essere sovradimensionato.

Le indicazioni di Intel lo dicono con gli esempi: una scheda da 300 W su una macchina completa sta bene con un 750 W conforme ad ATX 3.0; la stessa scheda su un alimentatore di generazione precedente può arrivare a chiederne 1.100 per gestire le stesse fluttuazioni (confronto fra i due casi).

Tradotto in decisione d’acquisto: fra due alimentatori dello stesso prezzo, quello con lo standard più recente vale più watt di quello con il numero più grosso. È l’unico caso, in tutta la postazione, in cui la sigla conta più della cifra.

E vale anche al contrario, per il pezzo che tutti riciclano: un buon alimentatore del 2019 che ha alimentato per anni una macchina tranquilla non è automaticamente adatto alla scheda video che stai per metterci davanti. Non perché sia invecchiato: perché è stato progettato per un mondo in cui i picchi erano più gentili. È il consiglio che ricorre anche fra chi affronta il problema in prima persona (discussione: alimentatore ATX 3.0 o più watt?).

La regola pratica, con i tuoi numeri

Non serve un calcolatore online. Servono due numeri che trovi sulla scheda dei tuoi componenti — la potenza della scheda video e quella massima della CPU — più una costante per tutto il resto:

carico tipico  =  potenza GPU  +  potenza massima CPU  +  100 W
                                          (dischi, ventole, RAM, scheda madre)

alimentatore   =  carico tipico  ×  1,4        (con uno standard recente)

Il moltiplicatore non è prudenza generica: è il margine che tiene i picchi dentro la finestra in cui l’alimentatore è progettato per assorbirli, invece che oltre. Tre esempi:

GPU CPU Carico tipico Alimentatore sensato
200 W 120 W 420 W 600–650 W
300 W 150 W 550 W 750–850 W
450 W 200 W 750 W 1.000–1.200 W

Se il conto ti dà un numero fra due tagli commerciali, sali: la differenza di prezzo fra un 750 e un 850 è quasi sempre inferiore alla differenza fra un pomeriggio sereno e un pomeriggio a cercare perché il PC si riavvia. Il criterio è lo stesso con cui si ragiona sulle proporzioni di spesa di tutta la postazione, e vale la pena vederlo nel contesto: come dividere il budget.

Perché sulle postazioni vere ci sono 850 W su macchine che ne userebbero 500

Qui il dato di catalogo conferma la regola meglio di qualunque discorso.

Fra i sette creator italiani con una postazione pubblicata su WupSetup, lo stesso alimentatore da 850 W compare su due profili diversi — un Cooler Master V850 Gold V2, che si trova per esempio nella build da gioco di zanoxvii.

Non è una macchina che consuma 850 W: nessuna di quelle macchine consuma 850 W in media. Quegli 850 sono spazio per i picchi e margine per il ricambio della scheda video, che è il pezzo che cambia più spesso e che detta il fabbisogno. Chi tiene la postazione accesa tutti i giorni sceglie l’alimentatore come si sceglie un impianto elettrico: non per il carico di stasera, per quello dei prossimi cinque anni.

Le cinque cose che contano quanto i watt

1. Il connettore giusto, inserito fino in fondo. Sui connettori a 12 V ad alta densità delle schede recenti, il contatto parziale è la causa di guasti documentata: si spinge fino allo scatto, si controlla che la linguetta sia scesa, e non si piega il cavo subito dietro al connettore. Preferisci sempre il cavo nativo dell’alimentatore a un adattatore.

2. Niente adattatori a catena. Uno spezzone che si sdoppia per alimentare due connettori della stessa scheda è un punto di caduta di tensione dove non ne vuoi.

3. La qualità della singola linea a 12 V, non solo il totale. Su una macchina da gioco praticamente tutto il carico sta lì: un 750 W che non sa erogare bene su quella linea vale meno di un 650 W che lo sa fare.

4. Il rumore. Molti alimentatori tengono la ventola ferma sotto una certa percentuale di carico. Se hai dimensionato con margine, per gran parte del tempo l’alimentatore è silenzioso — un effetto collaterale gradito, e in una stanza condivisa non è secondario.

5. La garanzia. È l’unico componente che, guastandosi male, può portarsi via qualcos’altro. Sette o dieci anni di garanzia dichiarata sono anche un’informazione su quanto ci crede chi lo produce.

Due cose che invece non devi temere

«Un alimentatore più grande consuma di più». No: l’alimentatore eroga quello che la macchina chiede, non quello che ha scritto sopra. Un 850 W su una macchina che ne assorbe 300 ne assorbe 300 dalla presa, più le perdite. La domanda vera — quanto pesa quella differenza di perdite in bolletta — ha una risposta precisa e merita la sua pagina; ma la paura di pagare i watt inutilizzati non è fondata.

«Con il contatore da 3 kW non posso permettermi un 850 W». Nemmeno questa: il contatore vede l’assorbimento reale, che resta quello della macchina. Se in casa scatta la corrente, il colpevole statistico è un altro, e i conti li abbiamo fatti in contatore da 3 kW.

Se stai comprando adesso, in ordine

  1. Prendi i due numeri — potenza della scheda video e potenza massima della CPU — dalle schede ufficiali, non dalle recensioni.
  2. Applica la formula, arrotonda per eccesso al taglio commerciale successivo.
  3. Verifica lo standard: a parità di prezzo, quello più recente vale più watt.
  4. Guarda i connettori che ti servono davvero, e prendili nativi.
  5. Non riciclare l’alimentatore vecchio su una scheda video nuova senza aver controllato i due punti sopra. È il pezzo su cui il risparmio si trasforma in un problema che non sembra nemmeno suo — ed è per questo che ci si mettono mesi a trovarlo.

Il resto della guida all’acquisto è noia: un alimentatore fatto bene è un componente che non noterai mai. Ed è esattamente il criterio con cui va scelto — il migliore è quello di cui non ti ricorderai il nome fra tre anni.

Fonti
  1. 01pcworld.com — https://www.pcworld.com/article/631851/atx-3-0-explained-why-intel-gave-power-supplies-their-first-overhaul-in-20-years.html
  2. 02wccftech.com — https://wccftech.com/atx-3-0-power-supply-standard-pcie-gen-5-0-up-to-1800w-power-excursions-next-gen-graphics-cards/
  3. 03forums.tomshardware.com — https://forums.tomshardware.com/threads/to-deal-with-power-problems-like-spikes-psu-with-atx-3-0-thermaltake-or-higher-wattage-silverstone.3793370/
  4. 04pc4games.com — https://www.pc4games.com/en/guides/gaming-pc-psu-wattage