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Illuminazione

Bias lighting: cosa fa davvero per gli occhi

Una luce dietro lo schermo riduce l'affaticamento, ma non per il motivo che raccontano i venditori. Come farla bene, e quando invece peggiora le cose.

Redazione SetupGaming4 min di lettura

Il bias lighting è una luce messa dietro lo schermo, rivolta verso il muro. Le strisce LED che si vendono come “riduce l’affaticamento degli occhi” sono questo, e la cosa interessante è che funziona davvero — ma non per la ragione che scrivono sulla confezione.

Vale la pena capire il meccanismo, perché una volta capito sai anche farla bene con dieci euro invece che con settanta, e sai riconoscere i casi in cui peggiora la situazione.

Il meccanismo vero

Il problema non è la luce dello schermo. È il contrasto fra lo schermo e quello che gli sta intorno.

Se guardi un pannello luminoso in una stanza buia, la pupilla è costretta a un compromesso continuo: si chiude per lo schermo, si apre per l’ambiente, e ricomincia. Dopo un paio d’ore quel lavoro si sente — bruciore, secchezza, e spesso mal di testa e tensione a collo e spalle, che arrivano insieme perché hanno la stessa causa (sintomi).

Il principio che sta sotto è sempre lo stesso, e vale per tutta l’illuminazione della postazione: lo schermo dovrebbe avere all’incirca la stessa luminosità della stanza (spiegazione).

La luce dietro il monitor alza la luminosità dello sfondo e riduce lo scarto. Tutto qui. Non fa nulla di magico agli occhi: sposta l’ambiente più vicino allo schermo.

Quello che i venditori raccontano e che non regge

“Filtra la luce blu.” No. Una luce dietro il monitor non filtra niente di quello che esce dal monitor. Sono due discorsi diversi.

“Migliora i colori.” In parte è vero, ma per un’altra ragione: uno sfondo neutro attorno allo schermo dà all’occhio un riferimento di bianco, e i colori sembrano più corretti. È percezione, non è il pannello che migliora.

“Serve l’RGB.” Serve l’esatto contrario, e ne parliamo fra due righe.

Come si fa bene

Il colore. Deve essere bianco neutro, attorno ai 6500 K — la stessa temperatura a cui è tarato il bianco della maggior parte dei monitor (riferimento). Una luce colorata dietro lo schermo altera la percezione di tutto quello che vedi: se lavori con foto o video è un problema serio, e se giochi è semplicemente una scelta estetica che con l’affaticamento non c’entra nulla.

Questo è il punto in cui l’RGB e il bias lighting divergono: sono due cose diverse che usano lo stesso pezzo di plastica. Puoi fare entrambe, ma sappi che quando metti il viola stai facendo estetica, non ergonomia.

L’intensità. Deve essere una frazione della luminosità dello schermo — indicativamente attorno al dieci per cento. Se la striscia illumina la stanza, hai esagerato: il punto è sollevare il fondo, non creare una seconda sorgente.

La posizione. Rivolta verso il muro, mai verso di te. Se vedi i LED, è montata male: quello che deve arrivarti agli occhi è la luce riflessa dalla parete, diffusa e morbida.

Il muro. Deve essere chiaro e neutro. Su una parete blu o rossa la luce riflessa arriva colorata, e hai rifatto il problema del punto uno con più passaggi.

Quando peggiora le cose

Se la stanza è già illuminata. Di giorno, con la luce naturale, il bias lighting non serve: lo scarto non c’è. Accenderlo comunque aggiunge una sorgente inutile e può creare un riflesso sul pannello se il muro è vicino.

Se il muro è a meno di venti centimetri. La luce non ha spazio per diffondersi e ti ritrovi due strisce chiare ai lati dello schermo invece di un fondo uniforme. In quel caso meglio una lampada laterale che punta al soffitto.

Se la usi al posto di sistemare la luce della stanza. È un correttivo, non un impianto. Se lavori al buio perché la lampada del soffitto ti dà fastidio, il problema è la lampada del soffitto.

Il modo economico di farlo

Nei forum italiani la domanda torna spesso e la risposta pratica è sempre la stessa: una striscia LED bianca a 6500 K alimentata via USB dal monitor stesso, incollata sul retro lungo il bordo superiore (discussione). Si accende e si spegne con il monitor senza pensarci, costa una decina di euro e fa esattamente quello che deve.

Due avvertenze pratiche. Il biadesivo in dotazione tiene bene sulla plastica pulita e male su tutto il resto: se la scocca è ruvida, vale la pena pulirla con alcol prima e aggiungere qualche punto di biadesivo migliore. E la striscia va lungo il bordo superiore, non tutto il perimetro: sotto e ai lati la luce rientra nel campo visivo e ottieni un alone che dà fastidio.

In sintesi

Il bias lighting è una delle poche cose della postazione dove dieci euro fanno quanto settanta, a patto di scegliere bianco neutro invece che colorato e di puntarlo al muro. E se la stanza è già illuminata bene, la cosa migliore che puoi fare è non comprarlo.

Fonti
  1. 01ilsoftware.it — https://www.ilsoftware.it/focus/occhi-stanchi-attenzione-al-monitor-e-alla-modalita-scura_22972/
  2. 02sunmedicalcenter.it — https://www.sunmedicalcenter.it/approfondimento/mal-di-testa-da-computer-cosa-fare-quando-lo-schermo-ti-affatica/
  3. 03it.biaslighting.com — https://it.biaslighting.com/pages/what-is-tv-and-monitor-bias-lighting
  4. 04forum.tomshw.it — https://forum.tomshw.it/threads/illuminazione-diffusa-dietro-il-monitor.550268/