Perché la scrivania standard da 74 cm non va bene a tutti
La norma prevede vent'anni di centimetri di escursione, il mercato ne vende uno solo. Come capire se sei fra quelli a cui non torna, e cosa fare.
C’è un dettaglio nella norma che regola le scrivanie da ufficio e che, una volta notato, non si riesce più a ignorare.
La UNI EN 527-1 stabilisce che il piano di lavoro da seduti deve stare fra i 650 e gli 850 millimetri (riferimento). Sono venti centimetri di escursione. Non è un margine di tolleranza produttiva: è il riconoscimento esplicito, dentro la norma stessa, che le persone hanno corpi diversi e che una sola altezza non può andare bene a tutte.
Poi vai in negozio e trovi scrivanie da 74 centimetri. Praticamente tutte.
Il problema in una frase
Settantaquattro non sta al centro di quell’intervallo: sta nella metà alta. Il che significa che chi è alto è servito ragionevolmente, e chi è basso no — con un margine che peggiora man mano che si scende di statura.
Se il tuo piano è più alto dell’altezza a cui ti verrebbe naturale appoggiare le mani, succedono due cose, e succedono tutti i giorni:
- le spalle si alzano per portare le mani sul piano, e restano contratte per ore;
- il collo va in estensione per guardare uno schermo che, appoggiato su un piano troppo alto, si è alzato con lui.
Sono esattamente i due punti dove poi si sente male (spiegazione). La cosa fastidiosa è che nessuna delle due sensazioni arriva subito: arrivano dopo un’ora, quando hai già smesso di pensare alla postura.
Come capire se sei in quel gruppo
Ci vuole un minuto e un metro.
Siediti con i piedi appoggiati a terra e le cosce parallele al pavimento. Piega i gomiti a novanta gradi, spalle rilassate — non spinte in giù, rilassate. Ora misura da terra l’altezza del tuo avambraccio.
Quello è il numero. Confrontalo con l’altezza del tuo piano:
| Differenza | Cosa significa |
|---|---|
| Il piano è più basso di 0-2 cm | Sei a posto |
| Il piano è più alto di 2-5 cm | Compensabile: alza la sedia, poggiapiedi |
| Il piano è più alto di oltre 5 cm | La scrivania è sbagliata per te |
E ricordati di sottrarre lo spessore della tastiera: quello che conta è dove appoggiano le mani, non dove finisce il legno. Una tastiera meccanica alta due centimetri sposta il conto.
Le tre soluzioni, dalla più economica
1. Alzare la sedia e mettere un poggiapiedi. È il rimedio che indicano tutte le guide ergonomiche quando la scrivania non si regola, e funziona davvero: invece di abbassare il mobile, alzi la persona e le restituisci l’appoggio dei piedi (come si fa). Costa venti o trenta euro e risolve la maggior parte dei casi.
Il limite è che alzando la sedia il monitor resta dov’è, e quindi te lo ritrovi più in basso rispetto agli occhi. Spesso è un miglioramento; a volte va compensato alzando anche lo schermo. Va verificato, non dato per scontato.
2. Accorciare le gambe della scrivania. Poco elegante, molto efficace, e su una scrivania economica con gambe in metallo tubolare è un lavoro da mezz’ora con un seghetto. Su un piano IKEA con gambe avvitate spesso basta cambiare le gambe con altre più corte, che si comprano a parte. È la soluzione che non trovi consigliata da nessuna parte perché non c’è niente da vendere, ed è una delle migliori.
3. Una scrivania regolabile. Non per lavorare in piedi — per lavorare seduto all’altezza giusta. È un uso della regolabile di cui non parla nessuno: la maggior parte delle guide la vende come “alternanza seduto/in piedi”, mentre per molte persone il valore sta tutto nel poter mettere il piano a 68 cm e lasciarlo lì per sempre.
Le regolabili elettriche coprono in genere da circa 65 a 130 cm, quindi arrivano tranquillamente sotto la soglia dove le fisse non vanno.
Se stai comprando adesso
Guarda il tipo, prima del prezzo. La norma classifica le scrivanie in quattro categorie, e sulle schede tecniche serie il tipo è dichiarato (spiegazione dei tipi):
- tipo A — regolabile dall’utente;
- tipo B — altezza scelta al montaggio;
- tipo C — altezza fissa;
- tipo D — regolabile su poche posizioni.
Se il tuo numero è sotto i 70 cm, il tipo C è da escludere a priori e non c’è recensione che tenga: quella scrivania non ti va bene, per quanto sia bella.
Il tipo B merita una menzione perché è il compromesso dimenticato: costa quanto una fissa, la monti all’altezza che vuoi, e non paghi i motori. Per chi non alterna mai seduto e in piedi è quasi sempre la scelta più sensata, e nei cataloghi è quella meno pubblicizzata.