Monitor da 24 pollici nel 2026: chi dovrebbe ancora comprarlo
Tre dei sette creator italiani con un setup pubblicato usano ancora un 24 pollici. Non è nostalgia: ha ragioni precise, e limiti precisi.
Tutte le classifiche italiane danno il 24 pollici per superato. Le guide all’acquisto partono dal 27, i consigli nei forum pure, e chi chiede un monitor da gioco si sente rispondere che sotto i 27 non ha senso spendere.
Poi guardi le postazioni vere e trovi un’altra cosa.
Fra i sette creator italiani che su WupSetup hanno una postazione pubblicata pezzo per pezzo, tre usano lo stesso monitor da 24 pollici — un ASUS ROG STRIX XG248Q, 240 Hz. Non è una configurazione da museo: è la postazione da gioco di zanoxvii, ed è la stessa scelta di altri due che trasmettono tutti i giorni.
Vale la pena capire perché, perché le ragioni sono buone — e perché per la maggior parte delle persone che leggono questa pagina restano comunque le ragioni sbagliate.
Perché chi gioca competitivo resta sul 24
Non è abitudine. È geometria dell’occhio.
Il cono di visione centrale. L’informazione che conta in uno sparatutto — mirino, minimappa, indicatori di danno, vita dei compagni — su un 24 pollici sta dentro il cono centrale di visione, quello fra i 30 e i 40 gradi in cui l’occhio vede nitido senza muoversi. Su un 27 pollici alla stessa distanza, parte di quell’informazione esce dal cono, e per leggerla devi spostare gli occhi (spiegazione).
Il percorso dell’occhio si allunga di circa il 12% passando a 27 pollici. Per una sessione di lavoro non significa niente. Per centinaia di scatti rapidi in un pomeriggio è una fatica in più, e un ritardo minuscolo ripetuto molte volte.
La latenza. I 24 pollici competitivi in 1080p ad altissimo refresh stanno in genere attorno a 1-3 ms di input lag; i 27 in 1440p a 240 Hz attorno a 3-5 ms. Due-quattro millisecondi. È una differenza che per il 95% dei giocatori è letteralmente impercettibile, e che per chi gioca a un livello dove si contano i duelli persi per un soffio invece non lo è.
Il frame rate. Un 1080p chiede molto meno alla scheda video di un 1440p. Chi gioca a 240 Hz veri ha bisogno di produrre 240 frame veri, e a 1080p è molto più facile arrivarci con la stessa GPU.
Messe insieme, queste quattro cose spiegano perfettamente perché tre creator su sette non abbiano cambiato: la loro postazione è uno strumento di lavoro tarato su un compito preciso, non un salotto.
E qui arriva il dato che scompiglia tutto
Se fosse una verità assoluta, la ricerca lo confermerebbe. Non lo fa del tutto.
Uno studio NVIDIA del 2025 sulla dimensione del display nell’esports ha confrontato 24,5 e 27 pollici, e su bersagli molto piccoli ha trovato un miglioramento piccolo ma statisticamente significativo della mira con il monitor più grande (ricerca).
Va letto per quello che dice, senza tirarlo da nessuna parte: un bersaglio grande sullo schermo è un bersaglio più facile da colpire. L’ingrandimento aiuta la precisione; il campo visivo più stretto aiuta la reattività. Sono due vantaggi opposti, e quale pesa di più dipende dal gioco a cui giochi e da come miri.
Chi ti dice che i 24 pollici sono oggettivamente migliori sta semplificando. Chi ti dice che sono superati, pure.
La variabile che decide, e non è il monitor
È la distanza a cui ti siedi.
Tutto il ragionamento sul cono visivo dipende da quanto sei lontano dallo schermo. Un 27 pollici a ottanta centimetri occupa nel tuo campo visivo grossomodo quanto un 24 a sessantacinque. Se hai una scrivania profonda e ti siedi indietro, gran parte del vantaggio del 24 svanisce — e resta solo il suo svantaggio, cioè meno superficie.
Ed è per questo che il consiglio “prendi il 27” dato senza chiedere quanto è profonda la scrivania è un consiglio a caso. Su un piano da 60 centimetri — la profondità più venduta in Italia — con un 27 pollici finisci a settanta centimetri scarsi dagli occhi, e lì il monitor grande diventa una parete.
Chi dovrebbe ancora comprare un 24 pollici
- Chi gioca soprattutto a sparatutto competitivi e ci passa ore. Le quattro ragioni sopra sono tutte a suo favore, e la ricerca NVIDIA non le ribalta: le complica.
- Chi ha una scrivania profonda meno di 65 centimetri e non può metterci un braccio a morsetto. Non è una scelta, è un vincolo.
- Chi ha una scheda video modesta e vuole frame alti. A 1080p ci arriva; a 1440p no, e un 240 Hz alimentato a 90 frame è un monitor sprecato.
- Chi ne compra due. Due 24 affiancati stanno in una larghezza in cui due 27 non entrano, e per chi lavora in parallelo è spesso la configurazione migliore.
Chi non dovrebbe
- Chi ci lavora. Su un 1080p da 24 pollici, due finestre affiancate sono strette e i caratteri piccoli. È il caso in cui il 27 in 1440p vince senza discussione.
- Chi gioca a giochi di atmosfera — avventure, giochi di ruolo, simulatori. Lì la superficie è il punto, e la latenza non conta nulla.
- Chi lo prende per risparmiare. Un buon 27 in 1440p costa più di un buon 24, ma un cattivo 24 non è un affare: è solo un monitor scadente più piccolo.
Il modo onesto di decidere
Prendi un metro. Misura a che distanza stai davvero dallo schermo — non a che distanza pensi di stare, quella vera, con la sedia dove la tieni di solito.
- Sotto i 60 cm → il 24 ha senso anche se non giochi competitivo, perché un 27 così vicino ti costringe a girare la testa.
- Fra 60 e 75 cm → è la fascia in cui la scelta dipende davvero da cosa ci fai.
- Sopra i 75 cm → il 24 comincia a essere piccolo, e il vantaggio del cono visivo lo hai già per via della distanza.
Quel numero vale più di qualunque classifica, ed è tuo — non di chi ha scritto la guida.
Se invece la domanda vera era “cosa usano quelli bravi”: usano il 24 — e sulla stessa scena italiana c’è chi tiene un Samsung Odyssey G9 da 49 pollici, per giochi diversi. Che è forse la risposta più utile di tutte: non esiste il monitor giusto, esiste il monitor giusto per quello che ci fai.